Come si definisce un obiettivo?

Come si definisce un obiettivo?

Come si definisce correttamente un obiettivo? Quali sono le caratteristiche di un buon obiettivo? Ebbene si, ci sono delle caratteristiche da non sottovalutare, applicabili in qualsiasi ambito della nostra vita: nel lavoro, nell’amicizia, nell’amore, nella salute! Riuscire a definire un obiettivo in modo chiaro e corretto, è il primo passo da compiere per poterlo raggiungerlo.

“Gli obiettivi non sono un destino, rappresentano la direzione. Non sono ordini, si tratta di impegni. Non determinano il futuro, sono un mezzo per mobilitare le risorse e le energie business per la costruzione del futuro” – Peter Drucker

Peter Drucker sostiene che un buon obiettivo deve essere SMART + ER come aggiunto da Robert S. Rubin, ovvero:

  • S = Specific – specifico: esprimere chiaramente cosa, come e perché lo vuoi ottenere, perché è importante;
  • M = Measurable – misurabile:  aiuta a rimanere motivati, quanto, quanti come saprò che è raggiunto;
  • A = Achievable – raggiungibile: commisurato alle risorse (tempo, risorse e denaro) e alle capacità che abbiamo a disposizione;
  • R = Relevant – realistico e raggiungibile, ci sono dei vincoli?;
  • T = Time-Based – deve essere legato ad una scadenza, raggiungibile in tempi ragionevoli;
  • E= Evaluated Monitora il tuo obiettivo
  • R= Reviewed Revisione finale.

Diciamoci la verità… già questa definizione ci fa girare la testa, sembra già difficilissimo definire un obiettivo, figuriamoci raggiungerlo!

Quello che capita spesso è che falliamo perché non definiamo chiaramente l’obiettivo che vogliamo raggiungere, oppure subito o lungo il percorso aggiungiamo altri obiettivi , questo ci manda in confusione e ci fa perdere il focus. In più non sappiamo come verificarne il raggiungimento oppure presi dall’entusiasmo non lo pianifichiamo correttamente o gli associamo una tempistica irragionevole.

Quindi, come facciamo?

Per prima cosa deve essere specifico, ad esempio “voglio riordinare la mia casa in un mese”: è specifico, dipende solo la me, è realistico, misurabile e raggiungibile in tempi ragionevoli con le mie risorse e capacità.

Quindi per prima cosa bisogna suddividere il nostro obiettivo in piccoli step, questo ci aiuta a verificare la raggiungibilità dell’intero obiettivo e a suddividere l’intera scadenza (un mese) in un piano di lavoro da verificare.

Poniamoci quindi ad esempio qualche domanda…

  • Cosa voglio riordinare? La cucina e la camera da letto
  • Quanto tempo posso dedicarci? Un’ora al giorno ed il weekend

Bene allora posso pianificare questa attività, come?

  • Cosa devo riordinare? l’armadio con i vestiti, il cassetto dell’intimo, gli accessori, i ricordi, gli elettrodomestici, i piatti, le pentole, i bicchieri, le posate. Ecco che senza neanche accorgercene abbiamo stilato la lista delle attività;
  • Quali attività richiedono più tempo? L’armadio con i vestiti ed i ricordi;
  • Assegno uno slot di tempo ragionevole – ad esempio: non possiamo pianificare il riordino dell’armadio la sera al rientro dal lavoro ma possiamo riordinare il cassetto delle posate. Completare anche una sola di queste attività ci fa capire che il nostro obiettivo è raggiungibile e sempre più vicino, il nostro livello di ottimismo cresce.
  • Delineiamo il piano: ad esempio possiamo decidere di dedicare due giorni a settimana a riordinare qualcosa di piccolo: ad esempio le posate e i bicchieri o l’intimo e lasciare al weekend i compiti più grossi come i ricordi. Ma soprattutto…SCRIVETELO! Su un agenda o sul pc, ovunque potete consultarlo e aggiornarlo eliminando le attività concluse (utilizza il metodo GTD, ne parlo in questo articolo).

Quindi scrivete il vostro piano, definite una data ragionevole per ogni attività e scrivete la percentuale di completamento e sbarrate quelle complete. Questo ci aiuta nella verifica del raggiungimento del nostro obiettivo, e ci consente di avere il tempo di ripianificare una attività se sopraggiunge un imprevisto.

Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo. Lao Tzu

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